Il cibo è esperienza. A Lavello il connubio fra sushi e sapori lucani

Il cibo è esperienza. A Lavello il connubio fra sushi e sapori lucani

“Antica Cantina Forentum” lancia un nuovo format di ospitalità: apre il “Forentum Sushi Bar”. Intervista allo chef Savino Di Noia

 
 “Antica Cantina Forentum” si apre ad una nuova iniziativa culinaria e culturale: la proposta di un sushi bar che include, nel tradizionale menu asiatico, prodotti tipici locali. Una realtà ben radicata nel Vulture – nel 1986 la famiglia Di Noia gestiva un piccolo bar di quartiere – che ha maturato e conservato una visione sperimentale del cibo e degli ambienti. 
 
Tangibile il contrasto fra passato e futuro: nell’atmosfera intima di un locale scavato nelle mura di una cantina antica, datata millecinquecento, arredi e illuminazione strizzano l’occhio al design moderno.
 
 A tavola i sapori genuini del territorio e della tradizione convivono con le tecniche di preparazione più innovative. Quali le peculiarità di questo progetto? Oltre agli immancabili nigiri, sashimi, sushi e tartare è negli uramaki che si risalta l’uso di ingredienti lucani, fra tutti il baccalà in tempura. 
 
Fra le novità introdotte la presenza di un barman che abbinerà al sushi ordinato il giusto cocktail.
 
A raccontarsi al Mattino lo chef e manager della ristorazione Savino Di Noia, gestore dell’attività con sua madre Maria Lucia Vizzano e sua moglie Aurora Basso.

Ristorante, pizzeria, albergo diffuso e ora sushi bar. Qual è il messaggio alla base del brand Forentum?
«Il nostro concept? “Forentum food evolution”, utilizziamo materie prime del territorio e le trasformiamo con tecniche innovative. Alla base del nostro brand c’è innanzitutto la qualità. 
 
Quando si parla di “Forentum” vogliamo si pensi alla buona cucina di tradizione, all’eccellenza della pizza napoletana e al comfort e all’ospitalità del nostro albergo diffuso».
 

Una nuova avventura, quella di proporre un sushi “lucano”. Un esempio propositivo di risposta imprenditoriale al dramma Coronavirus.
«In questo periodo di lockdown non ci siamo mai fermati, anzi abbiamo avuto modo di comprendere meglio le richieste dei nostri clienti. Da qui l’idea di diversificare la nostra offerta con il “Sushi Forentum Point”, che funziona perfettamente anche per il delivery. 
Rispettiamo la tradizione, con prodotti d’eccellenza, quali i presidi slow food».
 
L’impegno e il rispetto verso le proprie origini e il territorio si spingono oltre i fornelli. Lo dimostra il “Forentum Albergo diffuso”, un intervento di riqualificazione del borgo medievale di Lavello – soprannominato dagli abitanti “Pescarello” – ovvero la trasformazione di vecchi appartamenti in camere di charm, che si colloca dirimpetto al ristorante.

Interno ed esterno comunicano fra loro nella suggestiva atmosfera di piazza Plebiscito. Quanto conta per lei il rapporto con la location storica che la ospita e, quindi, con il Comune di Lavello?
«Nello svolgimento delle nostre attività abbiamo sempre dato grande valenza alla rivalutazione del centro storico, invogliando i nostri clienti ad una breve visita del borgo. 
 
Vi è l’antico Palazzo Ducale, residenza di Corrado IV, la Cattedrale di San Mauro e il Museo Civico Antiquarium.
 
Ci occupiamo personalmente della decorazione della piazza con piante e fiori, questo penso sia ben visto dal nostro Comune».
 
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